Favola di Amore e Psiche

Di Apuleio
REGIA SILVIO PERONI
Con Terry Paternoster
Musiche di Zizzed - Scenografia di Wolf - Costumi di R. Pellicciari – Effetti Audio di D. Laddaga – Aiuto Regia M. Bruni

Il clima fiabesco celebrato dalla particolare regia di Silvio Peroni, viene rievocato dall’attrice Terry Paternoster attraverso i  toni tipici del racconto, con un insieme di elementi registici esclusivi e singolari che si coniugano in maniera del tutto originale alla tradizione teatrale. Una sola attrice sul palco rievoca la magia  della favola unendo in maniera post-moderna l’antico (una traduzione rinascimentale) ed il contemporaneo (il sostegno di un rinomato DJ) attraverso una partitura vocale ci guida nel racconto fiabesco.
Tradotta in tutte le lingue, raffigurata dai più celebri pittori, musicata dai compositori e cantata dai poeti, la storia di Amore e Psiche è riconosciuta come il racconto più rappresentativo delle Metamorfosi di Apuleio. Quella di Amore e Psiche è una favola autentica, dagli accenti delicati e dalle atmosfere magiche ed incantate, che racchiude in se tutti gli elementi cari alla tradizione fiabesca popolare. Un racconto conosciuto in tutto il mondo, di cui sono state date le più diverse interpretazioni e che continua ad avere una straordinaria fortuna da quasi duemila anni. La favola di Amore e Psiche, la più lunga digressione del romanzo, che addirittura occupa due libri, ha un significato allegorico: Eros, l’amore, unendosi a Psiche, l’anima, le dona l’immortalità ma Psiche, per conseguire l’immortalità, deve affrontare innumerevoli peripezie, scendere addirittura fino all’inferno per purificarsi, giacché l’uomo che precipita nell’abiezione si salva solo con l’aiuto della provvidenza divina, e la natura umana viene redenta dall’amore divino attraverso l’iniziazione ai misteri. Nella novella, come in tutta l’opera di Apuleio, confluisce l’influenza dei culti iniziatici e dei misteri di origine orientale tanto diffusi all’epoca, tuttavia, pur se filtrata simbolicamente attraverso il significato filosofico, alimentato dalla mitologia ellenistica e dall’allegoria, in essa sono evidenti l’aspetto della novellistica popolare e la matrice popolaresca, con tutti gli elementi tipici della fiaba: ci sono il re e la regina, la bella principessa e lo sposo invisibile, il palazzo incantato e le sorelle cattive, l’eroina che infrange il divieto, le disavventure, gli ostacoli da superare, l’aiuto delle forze "amiche" e infine la felicità finale con l’appagamento dei desideri. Amore e Psiche, secondo la considerazione di Apuleio bella fabella, può dunque essere letta come una bella fiaba che inizia proprio come tutte le fiabe popolari:Erant in quadam civitate rex et regina.Hi tres numero filias forma conspicua habuere…(C’erano una volta in una città un re e una regina che avevano tre belle figlie…")